25 Lug '15

Marina

Marina Galatioto, scrittrice e blogger, sceneggiatrice e giornalista, ghost writer. Scrive per riviste femminili di narrativa da moltissimi anni. Si occupa di pubbliche relazioni e social media per diverse aziende

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Cani famosi, Bobby Greyfriars

Bobby Greyfriars Edimburgo cani famosi

Bobby Greyfriars Edimburgo cani famosi

Conosci la storia di Bobby GreyFriars? Te la racconto. È una storia di amore e devozione verso il suo padrone John Gray. L’uomo era un guardiano notturno, lavorava per la polizia di Edimburgo e Bobby era il suo cane fedele, un terrier.

La storia narra che quando John Gray morì fu sepolto nel cimitero di Grayfriars Kirkyard, situato nel centro storico di Edimburgo. Parliamo di fatti accaduti alla fine del 1800.

Bobby Greyfriars

Il cane nacque nel 1855 o ’56 e passò quattordici anni della sua vita sulla tomba del padrone. Sì, perchè quando John morì Bobby aveva solamente due anni e, una volta sepolto l’uomo, il cane passò il resto della sua esistenza accucciato accanto alla tomba.

La storia di questo fedele animale, definito da sempre il miglior amico dell’uomo, divenne presto tradizione scozzese. Nel 1867 sir William Chamber pagò la tassa per Bobby e gli diede un collare, ora conservato al Museo di Edimburgo e quando i cane morì nel 1872, all’età di sedici anni, venne sepolto alle porte del cimitero, non lontano dal suo padrone.

Un anno dopo la sua morte venne eretta una statua con fontana alla fine del ponte Greyfriars per commemorarlo.

Molti sono i film e i libri nati su questa storia tra cui il romanzo di Eleanor Atkinson.

Sulla veridicità della storia qualcuno dissente e pare che all’epoca ci fossero due John Gray, uno dei quali era un agricoltore, così diventerebbe difficile capire quale dei due fosse il proprietario del cane.

Bobby non è l’unico cane che avrebbe fatto una cosa simile e anche a Tokyo c’è una statua, questa però è in onore di Hachiko, ma ne parlermo un’altra volta.

Rimanendo più vicini a noi, una cosa simile è capitata anche con il cane di mio nonno, si chiamava Bobi. Quando mio nonno morì e mia nonna si trasferì dal Trentino alla provincia di Milano, per essere vicina ai figli, Bobi venne affidato al fratello di mia nonna, che abitava poco distante dalla casa dove aveva vissuto con i miei nonni.

Questo piccolo cane, mezzo volpino mezzo meticcio, passò quattro anni seduto sullo zerbino di casa dei miei nonni. Faceva la spola tra la sua nuova casa e quella vecchia e si lasciò morire poco a poco in attesa che qualcuno tornasse da lui.

Era un bellissimo cagnolino dal pelo giallo arancione, con una gran vglia di giocare e saltare, prima che mio nonno morisse. Se ne avessi una foto la posterei, ma vi lascio con la foto della statua di Bobby Greyfriars.

 

photo credits | wikimedia

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Marina Galatioto, scrittrice e blogger, sceneggiatrice e giornalista, ghost writer. Scrive per riviste femminili di narrativa da moltissimi anni. Si occupa di pubbliche relazioni e social media per diverse aziende

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